DISPRASSIA IN ETÀ EVOLUTIVA

DISPRASSIA

LA DISPRASSIA.

La disprassia è un disturbo della coordinazione e del movimento intenzionale finalizzato (azione) che può anche influenzare il modo di apprendere di un bambino a scuola.

Definire correttamente il termine di disprassia in età evolutiva è a tutt’oggi motivo di controversie tra i vari autori in letteratura 
  Rapporto funzionale esistente tra:
• analisi di informazioni (visive e cinestesiche)
• pianificazione del movimento volontario 
DISFUNZIONE DI INTEGRAZIONE SENSORIALE CHE CAUSA DEFICIT
NELLA PROGRAMMAZIONE MOTORIA
QUALI SONO LE CAUSE SOTTESE ALLA DISPRASSIA E
AL DISTURBO DI SVILUPPO DELLA COORDINAZIONE?

• E' improbabile che vi sia un'unica causa, piuttosto si tende a ritenereche ve ne siano varie.Basi fisiologiche del
gesto:
• Abbiamo bisogno di un apporto sensoriale di informazioni che provengono dalla periferia somato-sensoriale
• Abbiamo bisogno di un sistema motorio che sia in grado di mettere in atto i piani motori
• Abbiamo bisogno di un sistema cognitivo che fornisca la motivazione dell’azioneIl bambino disprassico puo avere muscoli e intelligenza normali, il problema sta nel PONTE tra l’intelletto e i muscoli.
Cosa succede nella vita  quotidiana? 
• fatica ad afferrare una palla, ad
andare in bicicletta, sull’altalena
• difficoltà nell’utilizzo delle posate
• inciampa spesso,
• urta mobili e sedie,
• cade sulle scale.…e a scuola?
• tracciare una linea diritta con il
gesso,
• leggere una riga in modo stabile,
“salta da una parola all’altra”
• Identificare figure simili
• Invertire le sillabe o le parole
• Copiare dalla lavagna
Il bambino disprassico:
• acquisisce strategie povere o stereotipate
• fatica a trasferire strategie apprese ad
altri contesti,
• ha una ridotta capacità di rappresentarsi
l’oggetto su cui agire,
• fatica a programmare i movimenti e a controllare una sequenza.
• prassia è un movimento volontario
intenzionale
• aprassia significa mancanza di tale movimento,
• disprassia significa ridotto controllo
di tale movimento 
Vari tipi di disprassia:
 disprassia orale che interessa l’apparato fonatorio (i bambini affetti non riescono da lattanti a succhiare e presentano problemi di alimentazione);
• la fonazione e l’articolazione del linguaggio è più o meno compromessa, il bambino non riesce a soffiare, a fare le bolle di sapone, a pronunciare correttamente diversi fonemi,ecc; 
disprassia dello sguardo:
interessa l’apparato visivo il bambino fatica
• a spostare lo sguardo dalla lavagna al
foglio e viceversa,
• salta da una riga all’altra,
• salta delle parole.
disprassia ideomotoria difficoltà a pianificare una sequenza
di movimenti coordinati
• es. il bambino può prima lavarsi e poi
tirarsi su le maniche difficoltà a passare dal piano ideativo a quello motorio
• es. il bambino sa che il naso è in mezzo agli occhi, ma non riesce a disegnarlo correttamente
Epidemiologia
• 10% della popolazione infantile (2% in
maniera significativa
• Maschi maggiormente colpiti 3:1 
Un disturbo nascosto?
• Non sta mai fermo, si distrae in continuazione
• È sempre conciato da far paura (infila la
scarpa nel piede sbagliato, la camicia fuori dai pantaloni, maglia al contrario)
• Non vuole fare i puzzle, non disegna, non vuole tagliare,
• Non sa andare in bagno da solo, quando mangia è un disastro, non sa tenere in mano una matita, non ha voglia di applicarsi
• È intelligente, ma non partecipa. Le sue
abilità motorie sono limitate.
• Ha una pessima calligrafia, non è ordinato.
In matematica non riesce ad incolonnare i
numeri
CRITERI per il protocollo :
• profilo COGNITIVO
• esplorare le componenti PERCETTIVE e
MOTORIE correlabili con la organizzazione
prassica.
• possibili approfondimenti dei disturbi
NEUROPSICOLOGICI SPECIFICI
Per una corretta valutazione è necessario conoscere almeno gli elementi base dello sviluppo prassico:
• il normale sviluppo prassico procede secondo
un ordine continuo dai 2 ai 12 anni, quando le
competenze raggiungono un livello simile a
quello dell’adulto;
• a 3 anni il b. è in grado di dirigere l’azione nella sede dove questa normalmente avviene, ma non di riprodurla correttamente (es.si
tocca la bocca per lavarsi i denti); 
• a 4 anni riproduce l’azione, ma la sua
rappresentazione implica l’uso di una parte
del corpo come oggetto (es. sfrega i denti
per lavarseli senza prevedere l’uso dello
spazzolino) ;
• a 7-8 anni gli oggetti possono essere
rappresentati a livello simbolico, cala l’uso
di una parte del corpo come oggetto;
• La rappresentazione di sequenze di gesti
cresce dai 6 ai 12 anni, sia nel b. normale
che patologico. 
CRITERI per il protocollo : 
• profilo COGNITIVO
• esplorare le componenti PERCETTIVE e
MOTORIE correlabili con la organizzazione prassica.
• possibili approfondimenti dei disturbi
NEUROPSICOLOGICI SPECIFICI
• facile da somministrare
• tempo contenuto
Bambino in età prescolare 
Elementi influenti lo sviluppo del bambino:
• Ambiente
• Ragioni genetiche
• Linguaggio
• Ragioni sociali
• Ragioni culturali
Che cosa può esserci di diverso nel bimbo disprassico e quali problemi si possono presentare?? 
DIFFICOLTA’ CHE POTETE IDENTIFICARE:
• problemi di motricità fine
• problemi di motricità globale
• mancanza di lateralizzazione e di
integrazione bilaterale
• difficoltà visuo-percettive
• scarsa consapevolezza corporea: cinestesia
• scarsa consapevolezza propriocettiva
• cambiamenti
• sequenze
Centro psicologico età evolutiva a Milano
Mail: centroamamente@gmail.com
Cell.3311842704

FONTE:
Bambini goffi: disturbi
dello sviluppo prassico
Castelfranco Emilia 10/03/2008
Dr.ssa Roberta Leonetti
Neuropsichiatra Infantile
Anna Maggiani