CHE TIPO DI INTELLIGENZA HA TUO FIGLIO?

TIPI DI INTELLIGENZA.  

Che tipo di intelligenza ha tuo figlio? Qual è lo stile di apprendimento del tuo bambino? Scoprilo e lo aiuti a imparare meglio Dipende dal suo tipo di intelligenza predominante.

I consigli per identificare il suo modo migliore di imparare sono di Anna La Guzza, psicologa esperta in campo scolastico.
Nel corso di tutta la carriera scolastica, già dai primi anni, è importante che l'alunno trovi il metodo di studio più adatto alla sua personalità. È inutile negarlo: ognuno di noi impara più facilmente quando, con il tempo e l'esperienza, individua (spesso in modo del tutto spontaneo e casuale) tecniche e strategie congeniali.
C'è chi sottolinea le pagine dei libri con un arcobaleno di colori, chi ripete a voce alta qualsiasi materia camminando su e giù per la sua camera, o chi riempie fogli e quaderni di 'schemi', quadrati, cerchi e frecce con i concetti chiave o riassunti...
Qual è lo stile di apprendimento del tuo bambino? Dipende dal suo tipo di intelligenza predominante. Questa è la teoria di Howard Gardner, noto psicologo e professore presso la Harvard University che ha acquisito celebrità nella comunità scientifica grazie alla sua teoria sulle intelligenze multiple.
Gardner ha identificato almeno sette tipi di intelligenza: intelligenza logico-matematica, linguistica, spaziale, musicale, cinestetica o procedurale, interpersonale, intrapersonale. 
“I vari tipi di intelligenza sono tutti presenti in ognuno di noi, ma un tipo di intelligenza domina sulle altre – spiega Anna La Guzza, psicologa clinico-dinamica, esperta in campo scolastico del Centro milanese per l'infanzia e l'adolescenza Amamente (www.centroamamente.it) -. Di conseguenza, ogni persona, ogni bambino nel nostro caso, ha un modo di imparare, uno stile personale, appunto, che rispecchia la sua intelligenza predominante”.
Come si fa a scoprire il tipo di intelligenza del proprio bambino e quindi il suo metodo di apprendimento ideale? 
Ecco una mini guida messa a punto con la psicologa Anna La Guzza a cui mamma e papà dovranno abbinare un buon spirito di osservazione.

1 Il bambino verbale visivo
Ama imparare nuove parole e gli piacciono tantissimo le filastrocche, i giochi di parole ed è molto attento al linguaggio, anche a come si scrivono i vocaboli (è sensibile al singolo grafema, la lettera, insomma). Grazie al suo essere 'visivo', fotografa la parola scritta esattamente come appare su una pagina.
Il suo metodo di studio ideale Il bimbo che ha questo tipo di intelligenza dominante apprende bene attraverso la lettura, e la scrittura. A lui fa comodo, per esempio, ripetere un testo per fissare le idee, e gli risulta facile affrontare qualsiasi argomento studiandolo ad alta voce.
Utilizza benissimo parole-chiave, gli piace il riassunto che è per lui una ottima risorsa di apprendimento; si dedica anche molto volentieri alle ricerche. 
2 Il bambino visivo-non verbale
Forse, è tra le intelligenze più semplici da 'individuare': chi ce l'ha predominante, impara con quella che di solito si definisce 'memoria per immagini' (e non implica la parola scritta). Il bambino visivo-non verbale ha una netta preferenza per le mappe concettuali (si ricorda bene poi la forma di queste mappe). Ama fare disegni degli argomenti che sta imparando e mostra un grande interesse per uno strumento come il pc (in genere, gli piacciono tutti i giochi o le app interattive!).
Il suo metodo di studio ideale Il bimbo con questo tipo di intelligenza dominante impara con entusiasmo attraverso video e fotografie. Uno strumento molto utile, per esempio, sono le flash card (carte con disegni o foto su un tema, usate, spesso, nella primaria per lo studio dell'inglese) perché riducono al minimo la parola.
Nulla vieta di costruirne di speciali a casa, in base alle esigenze del bambino con un po' di cartoncino e colla. Vostro figlio deve studiare gli antichi Egizi? Preparate cartoncini con immagini dei concetti chiave (faraoni, piramidi, schiavi, Valle dei Re...).
Anche fare un semplice disegno aiuta molto questo bambino a fissare con più facilità nuovi concetti. Nello studio, per lui è utilissimo usare tanti colori differenti e il classico gioco del memory può essere sfruttato a casa per imparare cose nuove. 
3 Il bambino uditivo musicale
Ama riprodurre una serie suoni, ha un grande senso del ritmo, gli piace la poesia con la musica, è sensibile alle assonanze ed è portato per le lingue. Naturalmente, come in tutti gli altri casi, questo è il talento che predomina. Il bimbo con questo tipo di intelligenza può anche essere visivo, per esempio.
Il suo metodo di studio ideale In questo caso è fondamentale dare un 'ritmo' all'apprendimento per affrontare qualsiasi materia. La voce è una alleata preziosa per 'modulare' le informazioni, cambiando tono, per esempio, e battendo le mani. Ovviamente, canzoncine e filastrocche sono risorse preziose per 'far digerire' nuovi concetti. 
4 Il bambino cinestetico corporeo
Dinamico, vitale, non riesce a stare fermo un attimo... Spesso (purtroppo) è considerato 'troppo' vivace, sa gestire molto bene il suo corpo anche per fini pratici ed espressivi. Impara molto volentieri attraverso i giochi di movimento.
Il suo metodo di studio ideale Un accorgimento semplice ma efficace per aiutare il bambino con questa intelligenza dominante nello studio è quello di dislocare diverse attività nello spazio, in giro per casa (o all'aperto!). Basta anche solo invitarlo a muoversi nella stanza, in una sorta di gioco dei quattro cantoni, per esempio, per coinvolgerlo allegramente a studiare un nuovo testo.
Le tabelline non gli vanno proprio giù? Provate a organizzare una sorta di gioco dell'oca in giardino o inventate una bella caccia al tesoro per 'ripassare' le ultime lezioni. La costruzione di una mappa del tesoro, con tante tracce da seguire, per esempio, può essere uno stratagemma prezioso per ripassare qualche capitolo di storia.
Un'altra idea vincente è invitare il bambino a raccogliere indizi, sparsi per tutta la casa, su un argomento che deve studiare. Anche un vecchio gioco come Rubabandiera può aiutarlo, per esempio, a ripetere le famigerate tabelline.
Insomma, non è poi così complicato trasformare anche i giochi di movimento in un metodo di studio: “via libera alla fantasia!”, raccomanda l'esperta di psicologia scolastica. 
5 Il bambino logico matematico
Chi ha questo tipo di intelligenza predominante è affascinato dai numeri, dalle formule matematiche e, in genere, pone tante domande. Ha la capacità di accedere all'universo simbolico dei numeri e, già in questa fascia d'età (scuola primaria), sviluppa il ragionamento ipotetico. È capace di dedurre informazioni, per esempio, in base a indizi che trova in un testo.
Il suo metodo di studio ideale Il bambino con questo tipo di talento, in realtà ha voglia di andare a scuola perché il suo 'approccio naturale' è proprio quello che il sistema scolastico valorizza. Non ha difficoltà nell'apprendimento e trova facilmente anche da solo il suo metodo di studio.
In ogni caso, predilige schemi e tabelle, quadrati, in cui scrivere i concetti, che lo aiutano molto a fissare le idee. Anche i diagrammi e gli insiemi per lui sono ottimi strumenti.
È molto efficace anche invitarlo a fare il piccolo esploratore, nel caso, per esempio, di una nuova lezione di storia che non lo entusiasma. L'idea di raccogliere tracce scoprendo un segreto, risulta per lui molto coinvolgente. 
6 Il bambino emotivo
Il bimbo con questo tipo di intelligenza dominante entra facilmente in rapporto positivo con gli altri, ha capacità empatiche e vive in modo gratificante i sentimenti. Purtroppo, non viene spesso capito e valorizzato.
Il suo metodo di studio ideale L'apprendimento lo sente nella 'pancia' e impara attraverso le discussioni e i giochi di ruolo. Ama anche le sfide a premi: è possibile motivarlo allo studio, per esempio, con raccolte a punti (non cose materiali ma riconoscimenti sociali, la lode del genitore o piccoli premi simbolo, coccarde, adesivi da mettere sul calendario...). 
L'esperienza pratica è molto importante per lui e apprende dai suoi errori. Quando è possibile, è di grande aiuto portarlo a studiare direttamente le cose: una ricerca sull'autunno, per esempio, è più stimolante raccogliendo le foglie che solo sul libro.
Centro Di Psicologia e Logopedia Milano


Articolo:  www.nostrofiglio.it
Marzia Rubenga
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